Nato a Casalecchio di Reno (Bologna) il 26 giugno 1875
Morto a Roma il 10 ottobre 1955.
Nato a Casalecchio di Reno, presso Bologna, il 26 giugno 1875, Riccardo Stracciari si forma al Liceo Musicale della sua città sotto la guida di Umberto Masetti. Il debutto arriva nel 1899, a Bologna, ne La risurrezione di Cristo di Lorenzo Perosi, dove si alterna nelle recite con il celebre baritono di Lussinpiccolo Giuseppe Kaschmann.
Muove i primi passi in numerosi teatri della buona provincia italiana: a Rovigo, nel 1900, affronta per la prima volta Marcello ne La Bohème di Giacomo Puccini.
La stagione 1900/01 segna il suo ingresso internazionale: debutta al Teatro di São Carlos di Lisbona come Nélusko nell’ Africana di Giacomo Meyerbeer. Nella stessa stagione veste anche i panni di Germont ne La traviata, accanto a Hariclea Darclée ed Emilio De Marchi, e quelli di Amonasro in Aida. È l’inizio di un’ascesa che non conoscerà arresti.
Nel 1901 è in Cile, dove tornerà nel 1904 e nel 1912. Intanto canta in teatri italiani di rilievo: alla Pergola di Firenze e, nel 1903, al Comunale di Bologna, interpreta Michonnet in Adriana Lecouvreur accanto a Cesira Ferrani, con la direzione di Tullio Serafin. Nel 1904 è al Teatro de la Opera di Buenos Aires.
La stagione 1904/05 lo porta al Teatro alla Scala di Milano, dove debutta come Amonasro in Aida con Celestina Boninsegna nel ruolo del titolo ed Emilio De Marchi quale Radamès, sotto la direzione di Cleofonte Campanini. Tra quella stagione e la successiva (1905/06) affronta inoltre La Wally (Vincenzo) con Rosina Storchio ed Emilio De Marchi; Loreley di Alfredo Catalani (Hermann); La dama di picche di P. I. Čajkovskij (Eletzki) con Giovanni Zenatello quale Hermann; La traviata con Rosina Storchio e Leonid Sobinov; Risurrezione di Franco Alfano (Simonson) con Eugenia Burzio (Katiusha) e Piero Schiavazzi (Dimitri), diretti da Leopoldo Mugnone.
Nel 1905 debutta al Royal Opera House Covent Garden di Londra in Aida, cui seguono La traviata, Rigoletto e Il trovatore. Il 4 maggio dello stesso anno è al Costanzi di Roma come Conte Douglas nel Guglielmo Ratcliff di Mascagni, accanto a Mario Gilion; il 13 maggio, sempre al Costanzi, interpreta Renaldo nella prima italiana di Amica, con Amalia Karola e Piero Schiavazzi, diretti dall’autore.
Il 1° dicembre 1906 debutta al Metropolitan Opera di New York in La traviata con Marcella Sembrich (Violetta) ed Enrico Caruso (Alfredo). Rimane al Metropolitan fino al 1908, cantando in Lucia di Lammermoor ancora con Sembrich e Caruso; Aida con Caruso e Boninsegna; Faust con Geraldine Farrar, Pol Plançon e Charles Rousselière; L’Africana; Rigoletto con Caruso; Cavalleria rusticana e Pagliacci (entrambi con Caruso); La bohème con Caruso e Lina Cavalieri; Madama Butterfly con Geraldine Farrar; Manon Lescaut con Cavalieri e Caruso; Il trovatore ancora con Caruso.
Proprio con Il trovatore Stracciari si congeda dal Metropolitan il 4 aprile 1908: suoi compagni di scena sono Enrico Caruso (Manrico), Rita Fornia (Leonora) e Louise Homer (Azucena).
Negli Stati Uniti, oltre alle città toccate dai tour del Metropolitan, canta anche all’Opera di Chicago e, nel 1925, al Civic Auditorium di San Francisco in Il barbiere di Siviglia e La traviata con Elvira de Hidalgo e Tito Schipa; L’amore dei tre re di Italo Montemezzi con Rosina Torri (Fiora), Fernand Ansseau (Avito) e Marcel Journet (Archibaldo); e in Tosca con Claudia Muzio e Fernand Ansseau.
Il 24 gennaio 1909 è al Théâtre de l’Opéra di Parigi per un revival de La Vestale di Gaspare Spontini (Cinna), diretto da Edoardo Vitale, con Ester Mazzoleni protagonista.
Nella stagione 1908/09 torna alla Scala con La Vestale (Cinna, 19.12.1908); Andrea Chénier (Gérard, 23.12.1908); I vespri siciliani (Guido di Monforte, 21.2.1909) con Amedeo Bassi (Arrigo), Ester Mazzoleni (Elena) e Nazzareno De Angelis (Procida); Manon Lescaut (Lescaut, 20.3.1909) con Amedeo Bassi (Des Grieux) e Amelia Karola (Manon).
Nel gennaio 1910 è al San Carlo di Napoli come Marchese di Posa in Don Carlo con Francisco Viñas nel ruolo del titolo. Torna al ruolo nel gennaio 1913 al Costanzi di Roma, alternandosi con Mattia Battistini: Filippo II è Nazzareno De Angelis, Don Carlo Edoardo Di Giovanni (Edward Johnson), Elisabetta di Valois il soprano argentino Juanita Capella.
Nel 1914 e 1915 interpreta Figaro ne Il barbiere di Siviglia al Regio di Parma, con Graciela Pareto (1914) e Ada Sari (1915).
Canta per molte stagioni in Spagna, Uruguay, Argentina, Francia, Cuba, Germania, Messico, Russia e altri Paesi. Torna negli Stati Uniti nel 1917‑18 all’Auditorium di Chicago e al Lexington di New York.
Negli ultimi anni di carriera spiccano una Traviata al Massimo di Palermo con Claudia Muzio (1933) e, sempre nel 1933, una Linda di Chamounix alla Fenice di Venezia con Toti Dal Monte e Giovanni Manurita.
Si ritira ufficialmente dalle scene nel 1937, ma canta ancora sporadicamente fino al 1944, quando interpreta per l’ultima volta, a Como, Giorgio Germont ne La traviata.
Terminata la carriera, si dedica all’insegnamento a Roma. Dal 1940 impartisce lezioni di canto, tra gli altri, a Boris Christoff, Alexander Svéd, Paolo Silveri e Giulio Fioravanti.
La voce è imponente, dal timbro caldo e omogeneo, dotata di grande facilità nel registro acuto e di un uso magistrale delle mezze voci, nobilitata da un colore aristocratico e da una purezza stilistica esemplare.
Lascia una vasta eredità discografica: una cinquantina di facciate Fonotipia incise a Milano tra il 1905 e il 1914; diciotto facciate per la Columbia americana tra il 1917 e il 1922; un’altra cinquantina per la Columbia italiana tra il 1925 e il 1929. A ciò si aggiungono due registrazioni integrali: Il barbiere di Siviglia e Rigoletto, entrambe per la Columbia.
Riccardo Stracciari ha un figlio, Luigi (1900‑1943), figurinista e scenografo attivo in teatri italiani, francesi, inglesi e al Metropolitan di New York. In seguito, si dedica esclusivamente alla pittura, presente in molte esposizioni italiane; nel 1935 vince un concorso indetto dalla regina Elena.
Riccardo Stracciari muore a Roma il 10 ottobre 1955.
Ringrazio il fornitore della fotografia che proviene dal sito: http://www.operanostalgia.be/html/Stracciari-dicave.html
© Pietro Sandro Beato 2011
